Una psicosi è per sempre?

Schizophrenia symbol conceptual design

Gli studi sulle conseguenze a lungo termine e sulla prognosi dei disturbi psicotici si sono quasi sempre focalizzati su pazienti con diagnosi di schizofrenia, un disturbo caratterizzato dalla persistenza dei sintomi psicotici. Questo ha fatto sì che la nostra comprensione degli esiti a lungo termine dei disturbi psicotici in generale fosse falsata e, forse, esageratamente negativa.

Per ovviare a questa distorsione nelle città di Londra e Nottingham è stato effettuato “ÆSOP-10 study”, una ricerca di dieci anni su un largo campione di casi al primo episodio psicotico (557 partecipanti). Il forte potenziale di questo studio consiste nel darci una nuova visuale circa il decorso a lungo termine di un primo episodio psicotico e i suoi esiti.

Dallo studio è emersa una grande variabilità tra i soggetti nel decorso clinico e la prognosi. Ad ogni modo solo una minoranza di casi ha accusato sintomi psicotici continui durante i 10 anni e solo la metà di questi ha riportato sintomi molto gravi.

Quasi la metà dei partecipanti, invece, non ha mai avuto sintomi psicotici per gli ultimi due anni della ricerca. Questo rispecchia i dati relativi al ricovero in strutture ospedaliere per sintomi psicotici: solo una minoranza viene ricoverata per lunghi periodi mentre la maggior parte dei casi non ha bisogno di un ricovero ospedaliero e quando questo avviene è di durata decisamente breve.

Se i risultati rispetto alla continuità nel tempo dei sintomi psicotici sembrano essere molto positivi, gli esiti sociali di un primo episodio psicotico sembrerebbero più scoraggianti. È stato infatti indagato quanti soggetti a distanza di 10 anni fossero coinvolti in una relazione sentimentale e svolgessero un lavoro e nella maggior parte dei casi i soggetti hanno riportato dei risultati negativi in questi campi.

Confrontando gli esiti di questo studio con ricerche precedenti possiamo dedurre che all’incirca la metà di soggetti che sviluppano sintomi psicotici mostra una remissione totale dai sintomi. Questo risultato ci suggerisce che le convinzioni cliniche rispetto alla schizofrenia e la psicosi in genere sono eccessivamente pessimistiche riguardo al decorso e alla prognosi.

La remissione completa dai sintomi è invece possibile per molti soggetti con disturbo psicotico, risultato che va contro la convinzione comune che i disturbi psicotici, in particolar modo la schizofrenia, siano cronici e deterioranti.

Questo risultato porta con sé delle implicazioni cliniche importantissime; molte ricerche recenti hanno sottolineato che gli psichiatri con una visione eccessivamente pessimistica della prognosi psicotica possono trasmettere questa convinzione ai loro pazienti, dando vita così ad una profezia che si auto avvera. Questo potrebbe spiegare anche perché molte persone con un disturbo psicotico incontrino difficoltà maggiori nella vita sociale rispetto ad altre; potrebbe quindi trattarsi dell’effetto di uno stigma che opera a loro danno, inquadrandoli (e portandoli ad inquadrarsi) come “malati mentali incurabili”.

Questo è quello che ci hanno detto Morgan e i suoi collaboratori nell’articolo “Reappraising the Long-term Course and Outcome of Psychotic Disorders: 
The ÆSOP-10 Study” pubblicato su Psychological Medicine di Ottobre 2014. Ma per rompere questa convinzione, per cancellare questo stigma che rende ancora più doloroso un disturbo già difficile da affrontare, c’è bisogno di tutti noi: condividete questo articolo per far capire al mondo che, ricevendo un trattamento adeguato, dalla psicosi ci si rialza.

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