Sesso: gli uomini e le donne sono uguali?


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Secondo uno stereotipo comune gli uomini penserebbero molto di più al sesso rispetto alle donne.

Dagli studi che hanno supportato questa tesi si giunge alla conclusione che gli uomini avrebbero una spinta sessuale più potente delle donne; molti di questi studi però non sono metodologicamente accurati in quanto si basano su una stima a posteriori riportata dai partecipanti. Oltre ad essere una misura poco precisa della frequenza dei pensieri sessuali è anche soggetta a limitazioni di tipo stereotipico, come le aspettative sociali. Gli uomini potrebbero così essere portati a sovrastimare la loro frequenza di pensieri sessuali e, allo stesso modo, le donne potrebbero invece sottostimarla.

Uno studio recente ha invece utilizzato un dispositivo che, tramite un semplice click del soggetto, tiene il conto dei pensieri sessuali in modo da poter produrre un conteggio effettivamente più accurato di questi ultimi.

Ai partecipanti è stato chiesto di tenere il conto di tre tipi di pensieri: pensieri sessuali, pensieri relativi al cibo e pensieri relativi al sonno.

Si è così scoperto che gli uomini tenderebbero effettivamente a pensare più spesso al sesso rispetto alle donne (ma non si tratta comunque di una differenza abissale) ma allo stesso modo penserebbero più spesso al cibo e al sonno.
Inoltre, al contrario di ciò che si tende a pensare, questi pensieri sono molto meno frequenti negli uomini molto giovani che penserebbero solo una volta ogni ora ai loro bisogni.

Un altro risultato interessante è stato che i pensieri relativi ai tre bisogni (cibo, sesso, sonno) sarebbero da due a quattro volte più frequenti rispetto a quanto stimato dai partecipanti. Ciò vuol dire che tutti noi ci troviamo a pensare al cibo, al sesso e al sonno molto più spesso di quanto crediamo.

Nonostante in questo studio sia stato usato un metodo molto più preciso di misurazione rispetto ai precedenti sembra comunque che gli aspetti legati alla desiderabilità sociale (tendenza a dare risposte più socialmente accettabili di altre) abbiano giocato un ruolo importante nei risultati. Il definirsi sessualmente a proprio agio e l’importanza della desiderabilità sociale sono infatti risultati essere fattori predittivi del numero di pensieri sessuali riportati dalle donne, ma non dagli uomini.

Questo ci fa capire come la donna del ventunesimo secolo sia ancora molto restia a mostrare aspetti di sé legati alla sessualità e a riconoscere in pubblico l’importanza che la sessualità ricopre nella sua vita.

Questo è quello che ci hanno detto Fisher, Moore e Pittenger nel Journal of Sex Research di Gennaio 2012.

E voi, cosa ne pensate?

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